martedì, maggio 01, 2007

Primo maggio: “Giorno dei Lavoratori”


Oggi, primo maggio, come tutti gli anni è la festa dei lavoratori. Questo giorno ha un significato universale, nel quale si ricorda a tutti quelli che hanno lottato per la dignità del lavoro.

Il giorno dei lavoratori prima fu un giorno di protesta collettiva perchè si reclamava giustizia per gli oppressi. La situazione di abbandono nella quale si trovavano i lavoratori era totale.

Con la dichiarazione della “Pace di Versalles” si stabilisce la seguente affermazione: “Il lavoro non è una mercanzia.”

Questo riconoscimento crea i diritti ai lavoratori.

È così che oggi, tutti i popoli uniti per lo stesso desiderio di giustizia sociale festeggiano con gioia questo giorno che unisce a tutti i lavoratori del mondo.

Auguri a tutti i lavoratori del mondo!!!

venerdì, marzo 23, 2007

"El Hornero" Uccello Nazionale Argentino

Continuando con la presentazione dei simboli patri Argentini, ora parleremo sull'uccello nazionale, il Hornero

In giugno di 1928, per iniziativa del diario La Razón, il Hornero fu scelto "Uccello Nazionale". In quell'occasione dovette competere col condor andino, ma finalmente si imporsi per maggioranza, in una votazione dove intervennero alunni e maestri di scuole.

Si aveva messo in considerazione di molto valore l'impegno che mette il hornero nell'elaborazione del suo meraviglioso nido esemplificando la virtù di lavorare con allegria ed umiltà.

L'inchiesta si fece tra i bambini delle scuole elementari, su quale dovrebbe essere considerata, per le sue proprietà e per le sue caratteristiche, l "Uccello" della Patria. L'inchiesta ebbe gran successo, arrivarono più di trentanovemila risposte al giornale.

  • Uscì in primo luogo il hornero, con 10.725 voti
  • secondo il condor, con 5.803
  • terzo, il tero, con 4.002
  • stanza il ñandú, 3.327
  • recluto il chajá con 2.724
  • sesto il chingolo, con 2.622

Una bambina che aveva partecipato dell'inchiesta rispose nei seguenti termini: "Sig., io credo che il fornaio merita il titolo di "Uccello" della Patria perché abita nella maggior parte del nostro immenso paese e possiede più qualità giunte che qualunque altro uccello”.

il hornero è uno degli uccelli più terrestri e camminatori; i suoi voli sono brevi, appena se gli servono per trasportarsi di un posto in un altro dentro la vicinanza.

Il suo canto non è specialmente melodioso, ma ha differenti voci per esprimere diversi sentimenti.


Nomi:
(Furnario rufus rufus
)
Hornero, padrone di casa, Alonso García, alonsito


I suoi parenti:
il hornero
appartiene all'ordine dei passeriformes e dentro questa specie alla famiglia dei furnarius.

I passeriformes "uccelli" sono in generale uccelli di vita terrestre, non acquatica, di zampe con tre dita orientate in avanti ed uno all'indietro che fanno nido ed il cui cucciolo esce dell'uovo senza piume e sommamente indifeso.

I furnarius sono paseriformes che hanno il suo organo cantore, la siringe, localizzato nella trachea.


Varietà :
Oggi ci sono un totale di sei varietà di fornai che si differenziano per il suo volume e per la sfumatura della sua colorazione.


Caratteristiche fisiche:
Misura da lontano tra 17 e 22 centimetri. Pesa approssimativamente 75 grammi. Le sue ali sono brevi ed arrotondate; ha coda lunga e becco ricurvo, in generale più lungo che la testa. Ha colore simile a quello della terra. La gola è di colore bianco sigaro, i fianchi ed il ventre sono bruno chiaro uniforme. La coda è rossiccia. Non si presentano differenze trai due sessi in quanto a colore del piumaggio e volume.



La sua alimentazione:
Il hornero
cerca il suo alimento nella terra, tra le foglie o nei campi arati. Mangia soprattutto insetti, farfalle e larve di farfalle, formiche, ragni, vermi, scarabei.


Composizione Familiare:
Il hornero
ha un'unica compagna in tutta la sua vita.

Quando finisce l'inverno tra i due costruiscono il nido. In primavera, la femmina mette quattro uova nella camera interna della casa.

L'incubazione dura circa quindici giorni, sta a carico di entrambi i genitori, mentre uno ricerca cibo l'altro mantiene il caldo delle uova. Quando il primo ritorna avvisa col suo canto al quale sta dentro e questo esce allora a cercare il suo cibo mentre quello che è appena ritornato sostituisce l’altro nel nido.

I piccioni nascono senza piume e con gli occhi chiusi; sono indifesi e rimangono due e tre mesi sotto la protezione dei genitori. Essi sono quelli che li cercano alimento, insegnano loro a volare e vigilano le sue prime uscite al mondo esterno.

Quando stanno già in condizioni di vivere indipendentemente i figli abbandonano il nido dei genitori, ma in generale rimangono a vivere nei paraggi del posto dove nacquero.


Costruzione del nido:
Costruisce il suo nido con fango, sceglie per crearlo un ramo di albero, un cornicione, un palo, oppure semplicemente il suolo, inoltre, di posti più insoliti, come lattine vuote o scheletri di vacche.

Costruisce il nido con fango, in modo che il lavoro incomincia dopo la stagione delle pioggie. Primo impastano il materiale con paglie, capelli e setole che raccolgono nei paraggi. Quindi costruiscono la base e decidono l'orientazione del nido.

Quando la base è finita cominciano ad alzare le pareti semicerchio. Finalmente rimane chiusa la volta, con una porta in forma di ogiva in uno dei suoi lati.

Infine i horneros chiudono quell'ogiva in spirale, verso dentro al nido, e di quello modo rimane formata una camera interna che sarà il vero nido e che il compagno tappezzerà con piume e cannucce. Lisciano le pareti interne col becco o con l'aiuto di una cannuccia quando il fango ancora è fresco.

In occasioni, in casi di siccità per esempio, i horneros abbandonano il suo nido senza finire.

Il nido si usa un’unica volta. Quando i piccioni l'abbandonano l'abbandonano anche i genitori che costruiranno una nuova casa per la prossima nidiata. I nidi vuoti sono sfruttati per altre specie di uccelli, come rondini, i passeri, i cardellini ed i caburés.

Competitori e nemici:
Uno dei nemici principali dei horneros piccioni è il passero che con l'obiettivo di impadronirsi del nido, fa la cosa possibile per gettarli a punture.

I nemici dei horneros adulti sono gli uccelli di maggiore tale, le volpi, le donnole ed i gatti.


lunedì, gennaio 29, 2007

HERNANDO PUJIO E CHOÉ

Dopo un'assenza di quasi un mese, vogliamo ringraziare a tutti gli amanti della lingua italiana, che sono entrati a vedere la nostra rivista ed a tutte quelle persone che apportano materiale per pubblicare.

Oggi ci troviamo un' altra volta, con più informazione sulla nostra cultura Argentina. In questo articolo presentiamo alla nostra cara città, posto nel quale siamo cresciuti e vissuti.

Il materiale che esporremo di seguito è stato estratto dal sito web ufficiale della Municipalità di Hernado

I membri dello staff di fragola, vogliamo ringraziare al Sindaco di Hernando Lic. Sergio Coser, per la sua gentile generosità.


PARAGGIO HERNANDO PUJIO E CHOÉ (Storia)

Terra di indios comechingones, questo luogo di "Pujio e Choé", fu ufficialmente concesso il 20 settembre 1679 a Bartolomé Rodríguez, un sergente che aveva lottato contro gli indios calchaquíes e mocovíes e chiese per diritto la Grazia di Hernando Pujio e Choé

A questa porzione iniziale, Bartolomé Rodríguez fu annettendo terreni per l'acquisto fino ad arrivare a possedere tutta la costa del Río Tercero, da Cappella di Rodríguez (attuale località di Villa Ascasubi) fino a Pampayasta, seguendo fino a Punta del Agua e le prossimità dell'attuale località di Las Perdices.

Il luogo Hernando Pujio e Choé si convertì nel centro di queste concessioni dovuto all'esistenza di numerose annacquate intorno ad una laguna principale di gran estensione. Le caratteristiche geografiche favorirono lo sviluppo dell'allevamento e permise l'insediamento dei primi colonizzatori.

Con l'arrivo degli immigranti italiani, spagnoli, arabi, siriani, francesi, etc., una nuova società cosmopolita cresce nella pampa cordobesa. È a partire di questo fatto che il paese cresce economicamente, socialmente e la popolazione si stabilisce nelle vicinanze della stazione della ferrovia, della diramazione Cruz - Cordoba, dedicandosi di pieno all'agricoltura e l'allevamento integrando così la regione all'economia nazionale.

In questo modo, Hernando fu prendendo rilevanza come villaggio, lasciò la sua condizione di paraggio per costituirsi in un paese che smetterebbe di dipendere civile e militarmente delle autorità residenti in Pampayasta Sud per organizzarsi istituzionalmente.

In 1910, i fratelli Bernardo, Manuel e Juan Manuel Villanueva comprarono queste terre alla famiglia Vásquez e donarono un terreno per la costruzione della stazione di treni che si chiamò "Los Choclos". Ma fu appena in 1911 che con l'intenzione di fondare un paese, i fratelli Juan José e Bernardo Villanueva, cambiarono il nome di Los Choclos con quello di Hernando e tracciano il piano del futuro paese.

All'anno seguente, in 1912, i fratelli Villanueva donarono i terreni scritturati a dodici famiglie che cominciavano ad arrivare da diverse località vicine. Di questo fatto giuridico, fatto il 24 Maggio 1912, nacque lo stabilimento dei primi abitanti con proprietà dei terreni e fu preso come data per designare la fondazione della località, ordinanza Nº 113/03. Si riconoscono anche a Juan José e Bernardo Villanueva come i suoi fondatori.

Così, Hernando arrivò a costituirsi attualmente, nella città più importante del mezzo, paragonato con Punta del Agua e Pampayasta, luoghi molto più antichi coi quali ha condiviso una stessa realtà economica e sociale.

per vedere galleria di foto opprima qui

domenica, dicembre 24, 2006

Buon Natale


Santo Natal! Notte d'amor!
Tutto tace il cielo è d'or!,
già distende la luna il suo vel,
<< Gloria >> cantano gli Angeli in Ciel;
nella misera grotta
nasce il Bambino Gesù!

Santo Natal! Notte d'amor!
Una bianca stella appar,
al richiamo Re Magi e pastor,
sono accorsi a pregare il Signor;
con la Vergine madre
dorme il Fanciullo Divin.

mercoledì, dicembre 20, 2006

Natale


Ciao amici!
Siamo già vicini al Natale, una delle feste più importanti dell'anno e soprattutto per i cattolici.
È il tempo della gioia, la pace, l'incontro e specialmente il tempo dell'amore ... l'amore che possiamo trovare nel sorriso di un bambino, nell'abbraccio di un amico, nel bacio della moglie o il marito ... dell'amore di quel bambino che duemila anni fa è nato in un presepio per dopo dare la sua vita per tutti noi...
In questo tempo anche tutte le vetrine dei negozi si vestono di luci, di mille luci multicolori che attirano l'attenzione della gente come dicendo: "Vieni a comprare!", "Regalami!" e così via.
Sebbene tutto questo sia bello e attraente, non dobbiamo dimenticare il vero senso del Natale, il suo spirito. La festa di Natale non è solo mangiare, comprare e fare regali, sennò che è il tempo di pregare, amare,"regalare affetto" a tutti quelli che ne hanno bisogno... questo è il Natale!!!
Spero che possiate scoprire il vero senso del Natale e che questa festa non sia soltanto una cena di lusso e belli regali; che sia una notte di pace con te stesso, con Gesù e con i tuoi ... spero che abbiate una "Buona notte di Natale!" e che il più bel regalo sia l'amore e la pace.

Auguri a tutti
a presto.
Maria Cristina Arias.

lunedì, dicembre 18, 2006

Leggende e racconti popolari Argentini (parte I)



In questo articolo diamo principio ad una serie di presentazioni che hanno come oggettivo raccontare alcune delle tante leggende popolari che ha il nostro paese, e la prima è "La Leggenda del Ceibo" che fu dichiarato fiore nazionale dell'Argentina il 23 dicembre 1942 tramite il decreto 13.847 del Potere Esecutivo.

Al ceibo se lo conosce anche per i nome seibo, seíbo o bucaré, il suo nome scientifico è Eritrina crista-galli. Il suo legno è bianco, molto leggero, molto soffice e con venature pronunciate, si impiega per fare cassetti, pavimento per foderare interiormente le stanze, per la fabbricazione di piatti, cucchiai, vassoi, tappi per bottiglie di miele, ecc. Anche per galleggianti, ortopedia, sculture e come sostituta del legno zattera. Se la considera adatta per la fabbricazione di pasta meccanica per carta di giornale.

I suoi fiori servono per tingere il cotone e la lana, e si coltiva per la sua bellezza. I semi contengono alcaloidi come l'hipoforina, erisopina, eritralina, eritracina. si impiega il cocimiento della corteccia, in gargarismi, come rimedio astringente per curare piaghe anche per curare ferite . In cottura, la corteccia si somministra come rimedio calmante, analgesico, contro l'asma ed il collo del piede. Coi fiori si prepara uno sciroppo emolliente per combattere raffreddori, tosse e catarri.


La leggenda del ceibo

C'è una leggenda narrata dalla tradizione orale sul ceibo:

Racconta la leggenda che sulle rive del fiume Paraná viveva un'indiecita brutta, di tratti rozzi, chiamata Anahí. Benché fosse brutta, nei pomeriggi estivi dilettava tutta la gente della sua tribù guaranì con le sue canzoni ispirate nei suoi dei e l'amore alla terra della quale erano padroni.... Ma arrivarono gli invasori, quelli coraggiosi, audaci ed agguerriti esseri di pelle bianca, che spianarono le tribù e strapparono le loro terre, gli idoli, e la loro libertà.

Anahí fu portata prigioniera insieme ad altri indigeni. Passò molti giorni piangendo e molte notti in veglia, fino a che un giorno in cui il sonno vinse la sua sentinella, l'indiecita riuscì a scappare, ma facendolo, il sentinella svegliò, e lei, affondò un pugnale nel petto del suo guardiano, e fuggì rapidamente alla selva.

Il grido del moribondo carceriere, svegliò gli altri spagnoli, che uscirono in una persecuzione che si trasformò in una caccia della povera Anahí chi al momento, fu raggiunta dai conquistatori. Questi, in vendetta per la morte del guardiano, l'imposero come punizione la morte nel rogo.

La legarono ad un albero ed iniziarono il fuoco che sembrava non volere allungare le sue fiamme verso la fanciulla indigena che senza mormorare parola, soffriva in silenzio, con la sua testa inchinata verso un fianco. E quando il fuoco cominciò a salire, Anahí si fu trasformando in albero, identificandosi con la pianta in un sorprendente miracolo.

All’alba seguente, i soldati si trovarono davanti allo spettacolo di un bel albero di verdi foglie brillanti, e fiori rossi vellutati che si mostrava in tutto il suo splendore, come il simbolo di bravura e forza davanti alla sofferenza.

martedì, dicembre 05, 2006

Il sole ed il cancro di pelle, quello che si bisogna sapere


La radiazione solare produce una serie di effetti positivi nell'organismo: incremento dei livelli di vitalità, induce una sensazione di benessere, stimola i processi circolatori e metabolici e propizia la formazione di Vitamina D. Per riuscire quella sensazione di benessere è solo necessario una piccola dose di luce solare; quando c'esporsi ad una radiazione intensa si producono effetti nocivi nel nostro organismo: formazione di radicali liberi, danneggio al DNA, eritema, inmunosupresión, reazioni allergiche, invecchiamento prematuro ed alterazioni patologiche delle cellule cutanee.

Esistono tre tipi di raggi utravioletti (UV) A, B y C

Gli UV-A penetrano più profondo nella pelle, fino al derma. Sono i più penetranti e di minore energia, possono produrre lesioni a lungo termine come per esempio, l'invecchiamento della pelle. Quasi tutti gli UV-A passano attraverso la cappa di ozono. Possono scatenare reazioni cutanee allergiche e fotóxicas. Producono abbronzato ritardato.

Gli UV-B possono essere molto nocivi. Sono di penetrazione ed energia intermedia, producono eritema e scottature. Sono i principali responsabili, per un'alterazione diretta del DNA cellulare, dell'apparizione di cancro. Agisce come agenti inmunosupresores, poiché danneggiano le cellule di Langerhaus che sono le responsabili di presentare antigeni nell'epidermide. Producono abbronzatura a breve termine.

Gli UV-C è il più nocivo, ma quell'ossigeno fortunatamente e l'ozono della stratosfera assorbono questi raggi, per cui mai arrivano alla terra.

Numerosi e rigorosi studi scientifici hanno dimostrato che la radiazione solare è il principale fattore ambientale per lo sviluppo di cancro cutaneo, poiché tanto i raggi ultravioletti A come B possono causare soppressione del sistema immune che è quello che c'aiuta a proteggerci dalla sua formazione e sviluppo. Esiste una relazione diretta tra la diminuzione della cappa di ozono ed il numero di cancro di pelle. Ogni anno si producono nel mondo più di due milioni di nuovi casi di cancro provocati per il sole.

FACTRORES DI RISCHIO DI SOFFRIRE UN CANCRO DI PELLE

Tutte le persone che non usano un bloccante possono soffrire un cancro di pelle, ma il suo rischio sta aumentando se riunisce una o varie delle seguenti condizioni:

- Persone con fototipi bassi, di pelle chiara, occhi chiari, capelli biondi o fulvi e con facilità di scottarsi e difficoltà per abbronzarsi.

- L'esistenza di antecedenti personali e familiari di cancro di pelle.

- Presenza di multipli nei nel corpo.

- Persone che hanno presentato durante la sua infanzia ed adolescenza ripetute e violenti o hanno avuto esposizioni solari intermittenti ma intense. L'effetto della radiazione solare è cumulativo per quel motivo, se una persona ha preso indiscriminatamente sole durante la sua infanzia e gioventù, avrà un alto rischio di contrarre la malattia, anche se nella sua tappa adulta abbia badato.

- Professioni nelle quali realizzano all'aperto attività con esposizione solare giornaliera, lavoratori della costruzione, pescatori, agricoltori, sportivi,

GABRIELA RIZZI- Cosmetologa.

traduzione all'italiano: Maria Cristina Arias