domenica, dicembre 24, 2006

Buon Natale


Santo Natal! Notte d'amor!
Tutto tace il cielo è d'or!,
già distende la luna il suo vel,
<< Gloria >> cantano gli Angeli in Ciel;
nella misera grotta
nasce il Bambino Gesù!

Santo Natal! Notte d'amor!
Una bianca stella appar,
al richiamo Re Magi e pastor,
sono accorsi a pregare il Signor;
con la Vergine madre
dorme il Fanciullo Divin.

mercoledì, dicembre 20, 2006

Natale


Ciao amici!
Siamo già vicini al Natale, una delle feste più importanti dell'anno e soprattutto per i cattolici.
È il tempo della gioia, la pace, l'incontro e specialmente il tempo dell'amore ... l'amore che possiamo trovare nel sorriso di un bambino, nell'abbraccio di un amico, nel bacio della moglie o il marito ... dell'amore di quel bambino che duemila anni fa è nato in un presepio per dopo dare la sua vita per tutti noi...
In questo tempo anche tutte le vetrine dei negozi si vestono di luci, di mille luci multicolori che attirano l'attenzione della gente come dicendo: "Vieni a comprare!", "Regalami!" e così via.
Sebbene tutto questo sia bello e attraente, non dobbiamo dimenticare il vero senso del Natale, il suo spirito. La festa di Natale non è solo mangiare, comprare e fare regali, sennò che è il tempo di pregare, amare,"regalare affetto" a tutti quelli che ne hanno bisogno... questo è il Natale!!!
Spero che possiate scoprire il vero senso del Natale e che questa festa non sia soltanto una cena di lusso e belli regali; che sia una notte di pace con te stesso, con Gesù e con i tuoi ... spero che abbiate una "Buona notte di Natale!" e che il più bel regalo sia l'amore e la pace.

Auguri a tutti
a presto.
Maria Cristina Arias.

lunedì, dicembre 18, 2006

Leggende e racconti popolari Argentini (parte I)



In questo articolo diamo principio ad una serie di presentazioni che hanno come oggettivo raccontare alcune delle tante leggende popolari che ha il nostro paese, e la prima è "La Leggenda del Ceibo" che fu dichiarato fiore nazionale dell'Argentina il 23 dicembre 1942 tramite il decreto 13.847 del Potere Esecutivo.

Al ceibo se lo conosce anche per i nome seibo, seíbo o bucaré, il suo nome scientifico è Eritrina crista-galli. Il suo legno è bianco, molto leggero, molto soffice e con venature pronunciate, si impiega per fare cassetti, pavimento per foderare interiormente le stanze, per la fabbricazione di piatti, cucchiai, vassoi, tappi per bottiglie di miele, ecc. Anche per galleggianti, ortopedia, sculture e come sostituta del legno zattera. Se la considera adatta per la fabbricazione di pasta meccanica per carta di giornale.

I suoi fiori servono per tingere il cotone e la lana, e si coltiva per la sua bellezza. I semi contengono alcaloidi come l'hipoforina, erisopina, eritralina, eritracina. si impiega il cocimiento della corteccia, in gargarismi, come rimedio astringente per curare piaghe anche per curare ferite . In cottura, la corteccia si somministra come rimedio calmante, analgesico, contro l'asma ed il collo del piede. Coi fiori si prepara uno sciroppo emolliente per combattere raffreddori, tosse e catarri.


La leggenda del ceibo

C'è una leggenda narrata dalla tradizione orale sul ceibo:

Racconta la leggenda che sulle rive del fiume Paraná viveva un'indiecita brutta, di tratti rozzi, chiamata Anahí. Benché fosse brutta, nei pomeriggi estivi dilettava tutta la gente della sua tribù guaranì con le sue canzoni ispirate nei suoi dei e l'amore alla terra della quale erano padroni.... Ma arrivarono gli invasori, quelli coraggiosi, audaci ed agguerriti esseri di pelle bianca, che spianarono le tribù e strapparono le loro terre, gli idoli, e la loro libertà.

Anahí fu portata prigioniera insieme ad altri indigeni. Passò molti giorni piangendo e molte notti in veglia, fino a che un giorno in cui il sonno vinse la sua sentinella, l'indiecita riuscì a scappare, ma facendolo, il sentinella svegliò, e lei, affondò un pugnale nel petto del suo guardiano, e fuggì rapidamente alla selva.

Il grido del moribondo carceriere, svegliò gli altri spagnoli, che uscirono in una persecuzione che si trasformò in una caccia della povera Anahí chi al momento, fu raggiunta dai conquistatori. Questi, in vendetta per la morte del guardiano, l'imposero come punizione la morte nel rogo.

La legarono ad un albero ed iniziarono il fuoco che sembrava non volere allungare le sue fiamme verso la fanciulla indigena che senza mormorare parola, soffriva in silenzio, con la sua testa inchinata verso un fianco. E quando il fuoco cominciò a salire, Anahí si fu trasformando in albero, identificandosi con la pianta in un sorprendente miracolo.

All’alba seguente, i soldati si trovarono davanti allo spettacolo di un bel albero di verdi foglie brillanti, e fiori rossi vellutati che si mostrava in tutto il suo splendore, come il simbolo di bravura e forza davanti alla sofferenza.

martedì, dicembre 05, 2006

Il sole ed il cancro di pelle, quello che si bisogna sapere


La radiazione solare produce una serie di effetti positivi nell'organismo: incremento dei livelli di vitalità, induce una sensazione di benessere, stimola i processi circolatori e metabolici e propizia la formazione di Vitamina D. Per riuscire quella sensazione di benessere è solo necessario una piccola dose di luce solare; quando c'esporsi ad una radiazione intensa si producono effetti nocivi nel nostro organismo: formazione di radicali liberi, danneggio al DNA, eritema, inmunosupresión, reazioni allergiche, invecchiamento prematuro ed alterazioni patologiche delle cellule cutanee.

Esistono tre tipi di raggi utravioletti (UV) A, B y C

Gli UV-A penetrano più profondo nella pelle, fino al derma. Sono i più penetranti e di minore energia, possono produrre lesioni a lungo termine come per esempio, l'invecchiamento della pelle. Quasi tutti gli UV-A passano attraverso la cappa di ozono. Possono scatenare reazioni cutanee allergiche e fotóxicas. Producono abbronzato ritardato.

Gli UV-B possono essere molto nocivi. Sono di penetrazione ed energia intermedia, producono eritema e scottature. Sono i principali responsabili, per un'alterazione diretta del DNA cellulare, dell'apparizione di cancro. Agisce come agenti inmunosupresores, poiché danneggiano le cellule di Langerhaus che sono le responsabili di presentare antigeni nell'epidermide. Producono abbronzatura a breve termine.

Gli UV-C è il più nocivo, ma quell'ossigeno fortunatamente e l'ozono della stratosfera assorbono questi raggi, per cui mai arrivano alla terra.

Numerosi e rigorosi studi scientifici hanno dimostrato che la radiazione solare è il principale fattore ambientale per lo sviluppo di cancro cutaneo, poiché tanto i raggi ultravioletti A come B possono causare soppressione del sistema immune che è quello che c'aiuta a proteggerci dalla sua formazione e sviluppo. Esiste una relazione diretta tra la diminuzione della cappa di ozono ed il numero di cancro di pelle. Ogni anno si producono nel mondo più di due milioni di nuovi casi di cancro provocati per il sole.

FACTRORES DI RISCHIO DI SOFFRIRE UN CANCRO DI PELLE

Tutte le persone che non usano un bloccante possono soffrire un cancro di pelle, ma il suo rischio sta aumentando se riunisce una o varie delle seguenti condizioni:

- Persone con fototipi bassi, di pelle chiara, occhi chiari, capelli biondi o fulvi e con facilità di scottarsi e difficoltà per abbronzarsi.

- L'esistenza di antecedenti personali e familiari di cancro di pelle.

- Presenza di multipli nei nel corpo.

- Persone che hanno presentato durante la sua infanzia ed adolescenza ripetute e violenti o hanno avuto esposizioni solari intermittenti ma intense. L'effetto della radiazione solare è cumulativo per quel motivo, se una persona ha preso indiscriminatamente sole durante la sua infanzia e gioventù, avrà un alto rischio di contrarre la malattia, anche se nella sua tappa adulta abbia badato.

- Professioni nelle quali realizzano all'aperto attività con esposizione solare giornaliera, lavoratori della costruzione, pescatori, agricoltori, sportivi,

GABRIELA RIZZI- Cosmetologa.

traduzione all'italiano: Maria Cristina Arias

domenica, dicembre 03, 2006

Oggi vi presento alcuni dei miei alunni che spiegano perché studiano l'italiano

Io mi chiamo Florencia Garcia, ho 16 anni abito a Hernando. Io studio l'italiano prima perché mi attira l'antenzione, perché il cantante che mi piace è Italiano, è quando ascoltavo le sue canzoni volevo sapere cosa dicievano, anche lo studio per potere parlare con mio nonno che è Italiano e lui si sente molto felice e orgoglioso che io parli e studi l'italiano.
Un'altra ragione per la quale studio l'italiano e che voglio andare a vivire in Italia.


Io mi chiamo Domenica Vega, studio l'italiano perché mi piace e perché appartengo a un' organizzazione mondiale dove si parlano molte lingue.


Io mi chiamo Graciela Nardi, abito a Hernando, studio l'italiano per due ragioni, la prima perché sono figlia di italiano e la seconda perché mi piace molto molto la lingua italiana.
Anche me piacerebbe viaggiare in Italia e conoscere la tierra dei miei nonni.


Io mi chiamo Norma Meichtri de Ferrero, il mio motivo principale per il quale io ho cominciato a studiare l'italiano, e che mio marito ha parenti l. Dopo di tanto cercare abbiamo trovato la famiglia che mio suocero ha lasciato in quella terra lontana. Mai ha scritto né ha saputo notizie di sua famiglia.
Nel 1999 siamo andati a conoscere l'Italia, io non capivo né parlavo questa lingua.
Per quello ho deciso cominciare a studiare, per potere fare telefonate o lettere.
Mi piace molto sapere altra lingua e principalmente l'italiano.